Dario Imbò – Sound Atmospheres: dyeing with memories

La coscienza umana, l’atto cerebrale del pensiero, il mondo effimero dei ricordi e delle sensazioni costituiscono il tema magmatico delle opere di Dario Imbò, un tema fluido e intangibile, a cui l’artista vuole dare una configurazione concreta, materica.

La memoria non è soltanto il sostrato tematico delle sue opere, ma diventa uno strumento materiale nell’atto artistico della tintura: questo è il nodo concettuale della mostra “Sound Atmospheres: dyeing with memories”, di cui ho curato l’allestimento al 59 RIVOLI di Parigi.

Le Atmosfere sonore materializzano sensazioni depositate nella memoria. Dario Imbò, con il procedimento alchemico della tintura (dyeing), impregna di ricordi le trame naturali: quattro notti d’estate, un giorno assolato, gli attimi evanescenti dell’alba marina.

Le Atmosfere sonore non rappresentano il suono in quanto fenomeno fisico, ma rendono visibile l’elaborazione mentale di una percezione, di un’esperienza. La fibra tessile, così presente e tangibile, permette di connettersi all’immaginario sonoro sedimentato nella memoria, in modo concreto, primordiale. Questo mondo di suggestioni multisensoriali è evocato dalle sottilissime variazioni di colore ottenute con il procedimento della tintura. Le irregolarità della trama generano il rumore di fondo, una vibrazione vitale per l’opera, che sollecita l’immaginazione dello spettatore. L’artista si confronta con il materiale povero e, immergendolo nel colore, conferisce fisicità a sensazioni fugaci.

Tingere con i ricordi (dyeing with memories) per salvare ricordi morenti (dying memories).

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La scelta del tessile per Dario Imbò è stata istintiva: è un materiale con cui ciascun essere umano ha un legame primordiale, un contatto immediato fin dal momento in cui viene alla luce e le sensazioni tattili non smettono di accompagnarlo in ogni istante della sua vita. È per questo motivo che la relazione con il materiale scelto è segnata dal confronto fisico e da un sottile sentimento di empatia. La stoffa risponde e reagisce all’azione dell’artista, il quale è sollecitato a sua volta dalla trama, ricevendone impressioni sempre diverse. D’altra parte la tintura non è equiparabile alla pittura, non è una sovrapposizione di colore ad un supporto, ma è la modifica irreversibile, alchemica, della materia.

Le sue opere tessili si inseriscono nel solco dell’Arte Povera e dell’Espressionismo Astratto, proponendo una sintesi originale tra le poetiche delle due correnti artistiche. L’artista utilizza la materia al suo stadio grezzo, ma non per presentare un materiale che in sé esaurisca il senso dell’opera, bensì per manipolarlo affinché assorba le tracce della memoria. La materia non è autoreferenziale, ha un valore personale, che affonda le sue radici nel vissuto dell’artista.

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Il tessile non è assolutamente il fine ultimo della ricerca, ma è soltanto un medium che, per le sue caratteristiche, si è rivelato il più adatto a farsi tramite della coscienza personale. Il tessuto è composto di fibre, di “terminazioni nervose”, e assorbe il colore rimanendone irreversibilmente impregnato, allo stesso modo in cui la mente umana si macchia di esperienze. Un’entità astratta, come un ricordo o un sentimento fugace, viene imprigionata nella trama, per lasciare una traccia nel reale: un’impronta tangibile di una dimensione evanescente.

Il sito personale di Dario Imbò è http://www.darioimbo.it

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